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Confermo che gli articoli siano scritti spesso in maniera superficiale.
Rispetto a quanto dice Ulisse 119 ho una laurea specialistica in ostetricia, una laurea specialistica in infermieristica e 40 anni di esperienza in ospedali.
Visto i vari interventi ritengo opportuno fare una precisazione rispetto la frattura del pene.
I corpi cavernosi sono strutture 'spugnose' che ricevendo il flusso sanguigno provocato dall'eccitazione, si gonfiano e a loro volta provocano l'irrigidimento del pene con conseguente erezione.
Per "frattura" s'intende una lacerazione improvvisa, dolorosa e con perdita ematica, in genere un consistente ematoma, del rivestimento (tonaca albuginea) di una o entrambe le strutture cilindriche del pene (corpi cavernosi), che normalmente accolgono il flusso ematico necessario per mantenere l'erezione.

La valutazione del danno può essere effettuata con risonanza magnetica, con ecografia o anche semplicemente con visita medica.
Questo per valutare la lesione e di conseguenza il danno funzionale che avrà la persona e la terapia opportuna.
Quasi sempre la riparazione di questo tipo di lesione avviene chirurgicamente tutto questo per evitare l'incurvamento del pene e una disfunzione erettile residua e permanente